Mi sembra il caso di esporre il mio pensiero sull’entusiasmo adolescenziale. Io in questo tipo di entusiasmo ci credo e come, quello che non credo è che appartenga solo a quel periodo o meglio che debba appartenere solo a quel periodo.
Io credo che sia un ingrediente fondamentale della vita, di tutta la vita.
E’ un entusiasmo particolare: la fretta di fare con l’incoscienza del non saper ancora valutare, il crederci senza fondamenta sicure, la schiettezza di dire certe cose pensando di non aver niente da perdere anche quando se ne ha, è la sensazione di essere invulnerabili nel periodo più vulnerabile.
E un po’ il sale della vita, e un pizzico ce ne vuole sempre. Troppo fa male.
Comprensibile che venga meno crescendo, quando si comincia ad intuire di che pasta è fatta la vita, ma incomprensibile dimenticarsene del tutto. Inaccettabile che per convenzioni sociali, abitudini, moralismi, vergogna, venga messo da parte del tutto.
“Non sei più un ragazzino!” Crederci è l’errore più grande che si puà fare.
(B.)
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